LIVE THE WORLD



VIAGGIA, SCOPRI NUOVE CULTURE
E VIVI NUOVE EMOZIONI

Valentina è appena tornata da un favoloso viaggio in Tanzania che ci racconta di seguito. Lasciatevi coinvolgere dalle sue descrizioni di paesaggi mozzafiato e dalle emozioni travolgenti.

Racconti di Viaggio – La Tanzania

“L’aria, in Africa, ha un significato ignoto in Europa: piena di apparizioni e miraggi, è, in un certo senso, il vero palcoscenico di ogni evento.”

Karen Blixen – La mia Africa

 

Fase 1: La partenza – Si vola!

rsz_p1200909Credo che questa frase sia emblematica perché la cosa che mi ha più colpito dell’Africa sono i cieli. Di giorno luminoso, azzurro e sconfinato, così basso che dà l’impressione di poterlo toccare mettendosi in punta di piedi.  E di notte silenzioso e pieno di stelle, da osservare seduti intorno al fuoco.P1210078

Questa avventura è iniziata così, un lunedì di marzo, quando dodici agenti di viaggio da tutta Italia si sono incontrati a Milano Malpensa per imbarcarsi alla volta della Tanzania. Ed eccoci qua, a bordo di un 4×4 con il tettuccio aperto, scarpe comode, vestiti leggeri ed una buona macchina fotografica per catturare ogni sfumatura di questo luogo lontano. Perché non sai mai cosa si troverà dietro l’angolo. Potrebbe essere un leone che sonnecchia all’ombra di un albero, un ghepardo pronto a scattare, un placido ippopotamo che sbadiglia o una iena che si rinfresca in una pozza d’acqua.

Allacciate le cinture!

Fase 2: La scoperta – il Lago Manyara e Ngoronogoro

Il nostro viaggio inizia con la scoperta del lago Manyara, definito da Ernest Hemingway “il più bel lago di tutta L’Africa” nel suo romanzo Verdi colline d’Africa. Quello che di colpo si materializza sotto i miei occhi è una distesa di fenicotteri rosa sull’acqua argentata, e tutto ciò prosegue fino al bordo del cratere del Ngorongoro, la più grande caldera intatta del mondo, al cui interno si trovano laghi, torrenti, foreste di acacia ed una impressionante concentrazione di animali: zebre, gnu, bufali, iene, leopardi, ippopotami, babbuini, leoni ed elefanti. Inutile dire come la vista da quassù, a circa 2200 metri sul livello del mare, sia mozzafiato! E lungo il percorso dalla corona fino al centro del cratere gli incontri sono assicurati!

P1210086rsz_p1200238

Fase 3: L’avventura – Il Serengeti e la grande migrazione

Il Serengeti deve il suo nome alla parola Siringitu, che nella lingua Masai significa: “pianura senza confini”. Ed è così che si presenta allo sguardo del viaggiatore, una distesa d’erba a perdita d’occhio, fino a dove incontra il cielo.

Ed eccoli lì, all’ingresso del parco, due bellissimi ghepardi sul ciglio della strada, come se ci stessero aspettando. Quasi fossero in posa per le foto ci hanno concesso dei bellissimi scatti, e poi si riparte, c’è ancora tanto da scoprire. Ma il bello di vedere gli animali nel loro ambiente naturale è che non si sa mai dove si possono trovare, a volte ti tagliano la strada e a volte possono passare ore senza avvistamenti. E così si riescono ad apprezzare i grandi spazi africani, il silenzio e i colori.P1210031

Ma proprio quando sembra che si siano tutti nascosti, si gira l’angolo e ci si trova nel bel mezzo della grande migrazione. Con migliaia e migliaia di zebre e gnu fin dove lo sguardo può arrivare. Alcuni si abbeverano nel fiume, alcuni si riposano all’ombra di un albero ed altri giocano tra loro. Trovarsi in mezzo a questo spettacolo, circondati dagli animali, poter sentire i loro versi ed osservarli da vicino, immersi in questo rito che si ripete ogni anno, dai Serengeti al Masai Mara e ritorno, l’impressione è quella di stare vivendo in un documentario vivente, puro brivido!rsz_p1200276

P1210077E dove ci sono gli erbivori si sa, arrivano anche i carnivori! E così si ha l’occasione di imbattersi in scene davvero uniche. Dal coccodrillo che afferra lo gnu e lo trascina in acqua, alle iene che si litigano i resti del pranzo dei leoni con tanto di avvoltoi al seguito che attendono impazienti il loro turno, fino a due bellissime leonesse sorprese a sonnecchiare su un albero. Ma anche elefantini che giocano sul bordo del fiume, placidi ippopotami che si rinfrescano nell’acqua, gazzelle, giraffe e impala. La natura ci insegna le sue leggi, così come sono crude, reali, ammalianti.

 

Fase 4: L’incontro – Il sorriso dell’Africa

Incontri non solo con gli animali ma anche con le persone. A cominciare dalle nostre guide che ci hanno accompagnati in questa avventura, al personale dei campi tendati dove abbiamo dormito, che ci ha sempre accolti col sorriso e con un “karibu”, la traduzione in africano di ciao, ai numerosi bambini incontrati lungo la strada con i loro occhioni grandi e curiosi, alle donne coloratissime nei mercati, ai Masai con le loro stoffe e i loro visi dipinti. Ma soprattutto i sorrisi, che in questo paese non mancano mai!

Valentina Tabanelli
Viaggi Erbacci